VICINI DI CASA
LE MOSTRE DI ALESSANDRIA ED ACQUI TERME

I VIAGGI DELL'ARCHITETTO E NON SOLO

Una simpatica famiglia, papà, mamma e quattro figli, due ragazzi e due ragazze, nipotini e a volte un cane lupo.
Tutto sembra svilupparsi attorno alla calma e costruttiva serenità che si diffonde
dallo sguardo e dal sorriso della mamma. Alle radici, memorie d'Africa,
 


 

le  tombe dei propri cari in ETIOPIA.


 

Grandi cieli, grandi spazi,

gusto dell'essenziale e fastidio del superfluo,

accoglienza delle complesse vicende di ciascuno, figlio, figlia, marito, conoscente o ospite occasionale. Pazienza, rispetto, ma anche scatti
improvvisi di determinazione lungamente maturata nel silenzio, prese di posizione chiare, difficili al momento, ma destinate ad orientare.

E DALLE SILENZIOSE MEMORIE ETIOPI, GIULIETTA E I SUOI TRE FRATELLI, LE LORO FAMIGLIE E I LORO CONGIUNTI TRAGGONO UN'ENERGIA MISTERIOSA CHE LI  PROIETTA NEL VASTO MONDO, ACCUMULANDO ESPERIENZE DI VITA  PROLUNGATE E SIGNIFICATIVE IN EMIRATI ARABI, LIBIA, GHANA - ARGENTINA, BRASILE, NICARAGUA,
STATI UNITI -   FRANCIA, SVIZZERA, BELGIO, AUSTRIA, GERMANIA, TRANSILVANIA, SPAGNA, PORTOGALLO e naturalmente ITALIA, Lago Maggiore, MILANO.... e quando la sconfinatezza  è smentita da un prolungato radicamento, ecco il soccorso dei sogni e dell'arte!!

Con i matrimoni dei figli e con il permanere all'estero di Lucia, lo spazio in casa si allarga, il tempo disponibile si allunga, emergono attitudini antiche covate sottopelle.
Al baretto d'angolo, punto d'incontro condominiale, si notano cambiamenti: il
papà reca con sè grandi cartelle da disegno o strani involti che suscitano curiosità. Per brevi istanti il baretto assume la funzione di galleria d'arte. Infatti
emergono impressioni di viaggio tracciate a china, veloci, precise, grandangolari
 


 
 
 
 

o, dalle provvisorie coperture, alti totem intagliati che rappresentano intrecci di boschi, storie antiche e giovinezza.La casa dell'architetto e di sua moglie (e non stiamo parlando di un appartamento megagalattico, ma di un appartamento dalle dimensioni normali) si è trasformata in studio d'artista, in falegnameria, in esposizione permanente, in laboratorio di ricerca su materiali, senza problemi e senza rifiutare ospitalità nè a figli nè a nipotini nè a cani lupo, nè ad amici ed amiche tutti più o meno stupefatti dall'universalità che si respira in quei delimitati metri quadri.
Qualcuno fra i figli si rende disponibile per il trasporto del legno prima e delle
sculture poi.
Gradualmente la passione sopita e liberata in artigianato artistico si trasforma in consapevole capacità espressiva.
 Iniziano ad arrivare richieste mirate e arriva anche la proposta di una prima Esposizione pubblica ad Alessandria, essendo patria dell'Architetto Acqui Terme.
Un'attitudine antica, accantonata per le urgenti precedenze delle necessità quotidiane, ora può prendersi le giuste rivincite e mostrare quali grandi risorse siano racchiuse e disponibili nella seconda parte della nostra vita, senza che passino nel dimenticatoio i doveri e gli affetti.

Un esempio di straordinaria costanza è dato dal loro modo di sostenere e inco-
raggiare le libere scelte di ognuno dei  figli, Lorenzo architetto come il papà e intelligente appassionato di viaggi-per-capire; Paolo, informatico e papà  di Cecilia, già un po' artista  -  in attesa di una seconda nascita con la dolce consorte; Francesca, biologa;  Lucia, l'ultima e più avventurosa dei quattro: avverte in sè sia lo spirito libero e fantastico del padre sia la nostalgìa di terre lontane, aride pianure sconfinate e baobab, sempre letta negli occhi della madre.
La ragazza si iscrive al corso di laurea in Antropologia all'università di Genova, si trasferisce a Strasburgo  collaborando in un Centro di Ricerca di Primatologia, dato l'argomento della sua  Tesi: "La separazione madre-figlio nei Primati". L'ambiente internazionale l'affascina  e la pone di fronte a molteplici possibilità  ove dispiegare e impegnare la sua sensibilità al sociale e alla difesa della natura.
Insegue i suoi sogni nel ventoso orizzonte della Patagonia e nel fitto delle foreste equatoriali. Lucia è una collezionista  affascinante di possibilità, di esplorazioni preliminari, di nuove ipotesi. Vivere dove e come? Sboccia come per incanto la dolce Francia - a portata di treno, strabocchevole di stimoli e tradizioni e opportunità, ove, dopo febbrili ricerche e contatti, decide di seguire un corso per Documentarismo antropologico, proprio  a Parigi.
Qualunque spedizione, qualunque ricerca con qualunque scopo, oggi può e deve essere documentata in modo serio, durevole e fruibile.
Un'antropologa documentarista  certo non rischia di restare inoperosa.
E tuttavia sogna ancora l'Argentina che le è rimasta nel cuore. Sta quindi progettando per la tesi finale un suo documentario sui Guarani!
Sentiremo certo ancora parlare di lei, la piccola antropologa!

LINKS UTILIZZATI:WWW.NATIONALGEOGRAPHIC.COM
           WWW.INTERKNOWLEDGE.COM
WWW.CAMMINO.IT - ARCHIVIO FOTOGRAFICO - ETIOPIA_UNO (FOTOGRAFIE DI PADRE FRANCESCO CALLONI, direttore della rivista Cammino)

 fortino di Bibbona- 2000
 

UN POSSIBILE RACCORDO PAPA'-MAMMA SECONDO INTERNET?

UN POSSIBILE RACCORDO MAMMA-ANTROPOLOGHINA DOCUMENTARISTA
SEMPRE SECONDO INTERNET?

LINKS UTILIZZATI: WWW.KOKEBETHIOPIA.COM
                                 WEB.TISCALINET.IT/TOPOGRA/TESI_ETHIOPIA.HTML
                                  WWW.GEOGRAPHIA.COM
                                  TISCALINET.IT-ARTE- FOTOGRAFIA NATURALISTICA:
                                  FAUSTO MORONI: AFRICA - PREMESSA:

L’Africa … canta …

       È il canto dell’albero solitario, di nevi perenni che
    guardano pianure infuocate, di animali immobili nella
 certezza di esistere, di uomini neri dagli occhi profondi. È il
 canto dei deserti e delle foreste, dei laghi e dei mari, dei cieli
 e dei venti, dei bambini e dei vecchi. È il canto degli opposti
    che finalmente si incontrano e vivono, nella melodia
       suprema dell’unificazione, il canto dell’Africa.

   Su rami contorti si posano avvoltoi affamati, su pianure
 infinite si ripetono scene di caccia, fra l’erba alta un neonato
    tocca per la prima volta la terra e geme, nell’atto della
               nascita, il dolore della morte.

  È il battere di milioni di ali che tingono il cielo di rosa, è il
   frastuono di migliaia di corpi che corrono verso piogge
   sicure, è il silenzio dei passi di una belva in agguato, è lo
      scroscio dell’acqua di un temporale improvviso ...

           ... è il canto dell’Africa

oppure
varrà il feeling già instaurato con una diversissima terra lontana?

Cultura GUARANI:
Autore: Piero Gheddo  {BOXPDF}
  Curatore: Giulio Luporini
  Fonte: Mondo e missione

Eppure il lavoro non era pesante: si lavorava dalle nove alle quattro del pomeriggio, con due ore di interruzione per preparare e consumare il pranzo, eccetto la domenica e il giovedì considerati giorno festivo e semi-festivo. Gli indios dovevano avere il tempo per la vita familiare, il canto, la danza, i divertimenti comuni, le funzioni religiose, e poi la scuola e la lettura. Nelle famiglie si faceva la lettura spirituale in comune! Quando veniva il momento del raccolto, tutti abbandonavano le altre attività industriali e artigianali, l'arte e la burocrazia, e andavano nei campi ad aiutare gli agricoltori.
 
 

   Un altro storico (Alberto Armani, Città di Dio e Città del Sole, Studium, Roma 1977, pagg. 128-130) aggiunge che per ottenere i buoni risultati di produttività agricola i padri dovettero far lavorare gli indios non solo nei loro appezzamenti privati, ma nelle terre che appartenevano al villaggio (chiamate "proprietà di Dio"), che erano la quasi totalità. Gli indios, essendo nomadi, non conoscevano la proprietà privata di terre e case.

I Gesuiti tentarono di introdurre la proprietà privata, ma i terreni affidati alle singole famiglie non venivano curati e a volte nemmeno seminati. Allo stesso modo, bovini, asini, pecore, cavalli dati in proprietà ad una famiglia, morivano perché li tenevano legati giorni e giorni senza dargli da mangiare e da bere, non mungevano le vacche, ecc.

Difficile per noi, che abbiamo alle spalle secoli e millenni di cammino verso la modernità, renderci conto di cosa vuol dire per un popolo nomade che vive all'età neolitica (cioè l'età della pietra, come i Guaranì alla venuta degli spagnoli), passare di colpo all'uso del ferro, all'agricoltura, all'allevamento animali, all'industria, alla proprietà privata... Passare dal baratto al commercio e alla moneta. I prodotti agricoli e artigianali delle Riduzioni venivano venduti ai mercati delle città spagnole, specie Santa Fé, Asunciòn, Buenos Aires. I Gesuiti tentarono di affidare questa attività ai Guaranì, per evitare i fulmini del diritto ecclesiastico contro i preti che si dedicavano al commercio, ma con risultati disastrosi. Anche se debitamente istruiti, i Guaranì ritornavano alle Riduzioni non con moneta legale, ma con qualsiasi oggetto che colpisse la loro fantasia, campanelli, trombe, broccati, fibbie e bottoni colorati... I commercianti spagnoli, vista l'ingenuità degli indios, si arricchivano alle loro spalle. I Gesuiti dovettero assumere personalmente il commercio esterno.

Sensibilità artistica degli indios

La prosperità delle Riduzioni veniva anche dall'artigianato e dall'industria soprattutto tessile. Nelle cittadine esistevano fonderie di metalli, laboratori di falegnameria, forni per la cottura di vasellame, stabilimenti per la filatura e tessitura delle fibre vegetali e animali (lana, cotone, lino), cantieri per la fabbricazione di canoe e zattere, laboratori artigianali per la produzione di cappelli, scarpe, strumenti musicali. L'industria grafica ebbe grande sviluppo: quando Buenos Aires era ancora priva di una stamperia (la prima venne impiantata nel 1780), nelle Riduzioni già si pubblicavano ottimi libri. Questa la grande rivoluzione dei missionari, rispetto alle "encomiendas" spagnole: la scuola nelle lingua degli indios, debitamente scritta e stampata. Il Guaranì, che ancor oggi è una lingua praticata dagli indios (molte lingue indie sono scomparse), venne studiato dai padri e scritto in caratteri latini; poi si avviò la stampa di sillabari, grammatiche, vocabolari, raccolte di proverbi, favole e miti della tribù, oltre che catechismi (il cosiddetto "Catechismo breve" in lingua guaranì è ancor oggi un modello classico di sintesi del cristianesimo), traduzioni del Vangelo, libri di devozione, testi religiosi e civili anche tecnici (sull'agricoltura e la medicina).

I padri apprendevano il guaranì, insegnavano e predicavano in guaranì. Va notato che ancor oggi il guaranì, grazie all'opera di Gesuiti e Francescani nelle loro Riduzioni (anche i Francescani ebbero Riduzioni in Paraguay, oltre che in altri paesi latino-americani), è riconosciuto lingua nazionale del Paraguay assieme allo spagnolo e parlato anche dagli indigeni di tribù diverse. E gli indios guaranì hanno acquisito, grazie alla loro lingua e cultura salvate dalle Riduzioni, una coscienza della loro unità e dignità come popolo, che mantengono ancor oggi. Nelle Riduzioni, lo spagnolo era insegnato solo a pochi elementi che ricevevano un'educazione superiore (alcuni giovani venivano inviati a studiare nel Collegio dei Gesuiti ad Asunciòn) e restò comunque una lingua straniera.

La liturgia, i canti, la danza, il teatro, l'arte sacra, l'artigianato erano molto curati ed avevano lo scopo di educare gli indios (che vivevano, ricordiamolo, in epoca preistorica) a sentimenti di umanità e di fede e alla vita comunitaria (fraternità, aiuto vicendevole, ecc.). Il canto e la danza erano il passatempo favorito, a servizio della cultura religiosa: vi erano cori polifonici, orchestre con musiche strumentali; le danze e il teatro erano simbolici di soggetti sacri (la lotta di San Michele col Drago, la visita dei Magi a Gesù) o della storia locale. Nella scultura e pittura, gli indios diedero prova di qualità insospettabili. I due Musei delle Riduzioni che ho visitato, a S. Ignazio Guazù e a Santa Rosa (ambedue in Paraguay), conservano meravigliose sculture in legno, argilla, metallo, pietra, e pitture su tela e su tavole di legno. Tutta questa produzione artistica artigianale rivela negli indios un alto grado di sensibilità e una prodigiosa abilità manuale: notevoli soprattutto i volti di Gesù, di Maria, dei santi rappresentati, con espressioni intense.

I Guaranì si distinguevano anche nella musica e nel canto. Nella Riduzione di Yapeyù il padre Antonio Sepp (di Brixen-Bressanone) creò un vero centro di educazione musicale, la cui fama si estese a tutto il Rio de la Plata, fino a Buenos Aires, dove cantanti e compositori di musica indios venivano chiamati per rappresentazioni in teatri. Nella Riduzione di Yapeyù si producevano strumenti musicali (violini, arpe, flauti, pifferi) e persino organi. Come tutti i "primitivi" negati alla speculazione, i Guaranì erano perfetti imitatori di modelli europei, che arricchivano con la loro sensibilità e tradizione artistica. Sotto la guida di esperti fratelli coadiutori gesuiti, diventarono non solo agricoltori e allevatori, ma tessitori, muratori, scultori, pittori, muratori, fonditori di campane. Stampavano essi stessi i libri, incidendo i caratteri ed i disegni nel legno. Nelle Riduzioni è nata, all'inizio del 1700, la prima tipografia del Sud America!

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ALTRE INFORMAZIONI sugli indios guarani
 

insomma manca proprio solo un saggio o un video-saggio della nostra antropologa! Non per nulla frequenta a Parigi scuole legate alla ripresa ed al  montaggio cinematografico. E siccome Parigi è sempre Parigi, chi riuscirà a separarla da quel mondo d'artisti?


www.fotomania.it

www.vangoghsite.org
 

ADIOS, PAMPA MIA........




PER ORA LA PROSPETTIVA DI UN RACCORDO FAMILIARE LASCIA PIU' TRANQUILLI: malgrado l'ingresso in scena di Martin Mystère, si tratta semplicemente di voler navigare sui Navigli, adempiendo ad un antico sogno dei milanesi: una loro via d'acqua sino al mare, sino a Venezia!

e dunque l'enigma riguarda il come e con che mezzi recuperare quel 30% in miglia
che ancora la "Viscontea"- ahimè - proprio non riesce, non riesce a navigar.

BE', non navigherà sino a Venezia, ma consente bellissime gite, volendo,  con aperitivo servito a bordo e soste in prossimità di ristoranti pregiatissimi. Funziona a pannelli solari e consente di esplorare i nostri Navigli in simpatica compagnia.
TRANQUILLI? Così credevo............prima di ricevere un certo invito e un certo catalogo!
 

Bisogna poi aggiungere un cassetto segreto per completare questo ritratto di famiglia. Contiene quattro grandi quaderni.
Dove va di notte mamma Giulietta?
arcobaleno in Patagonia/Cerro Solo


Giulietta di notte cammina sull'arcobaleno dove incontra persone scomparse, altrettanto beatamente a passeggio, vive all'improvviso in un tempo diverso dove tutte le persone conosciute sono giovanissime e la città  è come molti anni fa e  se tenta di tornare a casa propria, non si azzarda ad entrare perchè si vede già lì, per quanto ragazzina.

Un tremendo temporale improvviso, tuoni e fulmini, tutto nero il cielo; nel cantiere in cui si trova in sogno e dove stanno ancora lavorando gli operai, il fulmine taglia un cavo elettrico. Panico  e sorpresa! Giulietta alza le braccia e tutti gli operai si trovano sollevati  a due metri da terra, perfettamente al sicuro.

A volte però i sogni sono meno gradevoli. Nessun problema. Giulietta pensa:'No, non mi piace questo sogno' e il brutto sogno se ne va.

Cannero  panoramica

Unico problema: la cara casa sul lago, venduta, ma non nei sogni. Giulietta ci torna spesso, con figli e nipotini e  mentre beatamente stanno godendosi il panorama, ecco  arrivano i nuovi proprietari...Affannosamente deve recuperare armi e bagagli per una rapidissima partenza: "Scusi, mi scusi, non lo farò più......" (almeno  per qualche notte...)
                                                                        

La cosa è credibile perchè da qualche tempo di notte gioca a tennis con Berlusconi......

CHI RISTABILIRA' L'ATTUALITA' DEI LEGAMI CON CANNERO, CON LA GROTTINA DEDICATA ALLA MADONNA DI LOURDES DOVE GIANNI E GIULIETTA SI SONO SPOSATI?
Ma LUI! ETHAN! L'ULTIMO NIPOTINO!

 AH, L'IMPREVEDIBILE LUCIA!
LUCIA ED ANTOINE si sono incontrati e non si sono più lasciati (COMPLICE ANCHE IL CANE DI LUCIA), anzi, hanno avuto la geniale idea di mettere al mondo ETHAN (IL FORTE, IL DETERMINATO) RAFFAELE!, idea attuata non senza trambusti, andarivieni Italia-Francia e colpi di scena (alla lettera, visto che Lucia è impegnatissima come attrice e come autrice debuttante), ma con esito meraviglioso! Un francesino? Ma figuriamoci se la cosa potrebbe mai  essere così semplice...
ANTOINE è si francese, ma la sua bella famiglia (papà, mamma e quattro figli) ha origini ...MOLDAVE!



  
La Moldova, o Moldavia  è un piccolo Stato nato dopo la dissoluzione dell'U.R.S.S. (niente a che vedere con il fiume Moldava che attraversa Praga).

   Si trova, senza sbocchi sul mar Nero, fra l'Ucraìna e la Romania. La regione della Romania che confina con questa piccola Nazione si chiama pure Moldavia.

   Nata nel 1991, contiene dentro il suo territorio due regioni che godono di una speciale autonomia. Queste due zone hanno dei nomi uno più strano dell'altro. La prima si chiama Gagauzia, la seconda si chiama Transdnestria, che, come si vede, è una delle rare parole che contengono quattro consonanti una dopo l'altra - come "imperscrutabile", o "sanscrito" - ed è fra l'altro di difficile pronuncia. Il nome si spiega con il riferimento al fiume Dnestr: infatti questa regione, dove vive una popolazione di lingua russa, si trova al di là del fiume. L'altro grande fiume che attraversa la Moldavia è il Prut.

   La Gagauzia, invece, è abitata in maggioranza da persone di lingua turca.

   Lo Stato è ampio un po' meno di 34.000 km², quasi due volte il Lazio; gli abitanti ammontano a circa 4.400.000. La capitale, sconosciuta ai più, si chiama Chisinau, con 700.000 abitanti. Il 55% degli abitanti si proclama "non religioso", o ateo; il rimanente, pari a circa il 44%, professa la religione cristiana ortodossa. (MA LA FAMIGLIA DI ANTOINE E' STRAORDINARIAMENTE CRISTIANA CATTOLICA!)

   Il particolare strano è che il territorio dello Stato arriva ad una decina di chilometri dal mare, vicino allo sbocco nel Mar Nero dello Dnestr, e non lontano dall'importante città ucraina di Odessa. Sono rarissimi i casi di Stati che hanno il territorio che arriva vicinissimo alla costa, ma non la toccano per pochi chilometri.

Nota: La regione della Transnistria-Pridnestrovie, ubicata nella zona orientale moldava (fra il Dnepr e l'Ucraina), si è dichiarata indipendente nel Settembre 1990, anche se non è ufficialmente riconosciuta da nessuno Stato. Il nome completo della regione è Pridnestrovskaia Moldavskaia Respublika. E' ampia 4.163 Km² e conta 611.000 abitanti (33% moldavi, 29% russi, 29% ucraini, 3% bulgari, 2% polacchi, 2% gagauzi). La capitale è Tiraspol, le altre principali città sono Tighina (125.000 ab.) e Rabnita (62.000 ab.).

(Vito La Colla)

COSA PREPARARE PER IL BANCHETTO DOPO IL BATTESIMO?

Qualche riferimento alla Cucina Moldava?

TUTTI ATTENDONO L'ARRIVO DI ETHAN RAPHAEL E FAMIGLIA, NONNI, ZII, ZIE E CUGINETTI
E ANCHE IL PARROCO DI CANNERO PER NON PARLARE DELL'ANZIANA ZIA
CHE NON HA MAI ABBANDONATO QUELL'OASI DI PACE E MAI SI SAREBBE ASPETTATA DI VEDERSI VISITATA DALL'EUROPA UNITA...

 


CIO' CHE SEGUE ERA LO SCENARIO PRIMA DELLA RIVOLUZIONE DI LUCIA E ANTOINE, SCENARIO ORMAI  SOLO PARZIALMENTE CONFERMABILE: CORSICA, PORTOGALLO, LIBIA...TUTTO PASSATO IN SECONDO PIANO... CON UNA SCELTA DEFINITIVA: FINALMENTE GIANNI HA SCOSSO DALLA POLVERE I CALZARI DOPO AVER SALUTATO I VECCHI SOCI!

E dove va il papà nel tempo libero o a lavoro terminato?
Ma nel suo nuovo luminosissimo studio, dove potrà scolpire e dipingere senza
che la casa sembri una foresta incantata.

Il papà è esaurito dopo un periodo di lavoro allucinante durante il quale i cari soci gli avevano  messo sulle spalle la parte più urgente, più seccante
e meno firmata delle comuni incombenze...
Giulietta ha un ginocchio un po' ballerino, pazienza...
Come combattere lo stress? Carissimi, si va in Corsica.
  Corsica -  albero in città

Non basta?
Ma abbiamo dei......
CUGINI IN PORTOGALLO!
e per di più sono amici di un medico 'complementare'
(medicina alternativa, diremmo noi)
dotato di vita avventurosa e di moglie 'sensitiva', due  che hanno lasciato tutto per vivere insieme e per vivere proprio lì...

    PORTUGAL - ALENTEJO

                    Parco Nazionale Costa Vicentina

                        PICADEIRO  ENCANTADO
                       Monte dos Forninhos

  picadeiro.encantado@mail.telepac.pt


Giugi Branca - Jorge Korner

passeggiate a cavallo e non solo

HOME   TEAM    CAVALLI     ETC. ETC.
 

Il ginocchio di Giulietta ha mollato del tutto, ma, con qualche ausilio, riesce a non
perdere il meglio della vacanza ed a riportare a casa l'ArchitPapà in condizioni di
salute molto migliori. Il Picadeiro Encantado è fatto di case super ecologiche, costruite con quello che la terra offre: terra, appunto, paglia, travi, sughero... di energia derivata dal torrente e da pannelli solari, è circondato dalla foce del fiume Mira, da lunghe spiagge sull'Atlantico, da colline e dune e dal Parco Nazionale di  Costa Vicentina. Un vicino finlandese organizza gite settimanali a cavallo, un altro  si occupa di parapendio e il fiume è risalibile con canoe. Una vecchia barca spiaggiata suggerisce gemellaggi vichinghi e misteriose cuginanze con "su fassoni" sardo... Gianni dipinge e progetta l'ubicazione delle stalle per i cavalli lusitani.
L'ingessatura è rimandata senza esitazione al ritorno a Milano.

Ma non è detto che questi cugini restino al Picadeiro Encantado...Di solito, dopo quattro anni cambiano ubicazione nel globo

terrestre.

I nipotini intanto aumentano di numero e di statura, nascono altri progetti di mostre, la  prima ad Acqui Terme! - tanto per smentire almeno una volta il "Nemo propheta in patria". Giulietta corre in soccorso di chi tra figli, nuore, figlie, generi e nipotini ha più bisogno di aiuto, soprattutto per gestire i piccoli quando i genitori sono sopraffatti dagli orari di lavoro.

SECONDO INVITO E SECONDO CATALOGO!


  I figli a Milano sono tutti attorno a papà e mamma e persino una nuora corre preoccupata a verificare la situazione se Giulietta non risponde al telefono.
AFRICA, ARGENTINA, PARIGI, CORSICA, PORTOGALLO...
GIULIETTA AMA VOLARE, NEI SOGNI COME NELLA REALTA'. NON L'HA
SPAVENTATA NEPPURE UN ATTERRAGGIO DI FORTUNA IN UN AEROPORTO MILITARE CON LA CABINA DI PILOTAGGIO INVASA DAL FUMO PER UN'ESPLOSIONE.



 IL PILOTA PRIMA DI ACCASCIARSI FRA LE BRACCIA DEI SOCCORRITORI ERA RIUSCITO A LANCIARE L'S.O.S. E A PERDER QUOTA IN MODO RAGIONEVOLMENTE CONTROLLATO, DATE LE CIRCOSTANZE, MA PER ALCUNI MINUTI TUTTI I PASSEGGERI SI SONO RESI CONTO DI PRECIPITARE VERSO IL MARE. GIULIETTA HA VERIFICATO CHE SOTTO IL SEDILE CI FOSSE IL GIUBBOTTO DI SALVATAGGIO. HA PENSATO CHE I FIGLI ERANO GRANDI E PER I NIPOTINI C'ERANO COMUNQUE ANCHE GLI ALTRI NONNI E SI E' MESSA TRANQUILLA AD OSSERVARE COME SAREBBE ANDATA A FINIRE.

atterraggio

E' FINITA BENE. LI HANNO IMBARCATI SU UN SECONDO AEREO E LI HANNO PORTATI FELICEMENTE A MILANO.
GIULIETTA COSI' CONCLUDE IL  RACCONTO:
"SE FOSSI IN AEROPORTO, SALIREI SUL PRIMO AEREO SENZA NEANCHE CHIEDERE DOVE SIA DIRETTO".


atterraggio in Antartide


Intanto l'Architetto inaugura una personale a Milano, organizza mentalmente la prossima collettiva a Genova - capitale della Cultura Europea 2004, oltre alla  mostra a Certaldo ed è anche pronto per una mostra in Corsica, grande fonte d'ispirazione
delle sue chine tracciate all'aperto o al riparo sul balconcino della loro casetta all'Ile Rousse. Forse realizzerà un libro sulla Corsica, ma certamente nascerà il  progetto più caro: un libro disegni-poesia in collaborazione con Lucia, sempre parigina ,
imprevedibile e straordinaria: si mantiene come responsabile-vendite di moda italiana, vive in una grande casa abitata da stranieri nei dintorni di  Parigi, suddivisa in appartamentini dai due giovani  proprietari francesi , dove si cena tutti insieme e si scambiano  esperienze interessanti, ma soprattutto, attraverso la poesia ed il teatro (una compagnia di una ventina di aspiranti attori guidati da due insegnanti) finalmente si è fatta  esploratrice di se stessa, alla scoperta dell'universale che padre e madre e i grandi sconfinati silenzi d'Etiopia oltre al paesaggio dolce del Lago Maggiore  hanno riversato in lei.

Durante un breve colloquio, Giulietta ha cercato di spiegarmi le straordinarie ramificazioni della loro parentela, che spazia dalla Svizzera all'Austria, dalle Isole Iberiche al Portogallo, dagli Emirati Arabi alla Libia, dagli Stati Uniti a Roma...e via girando il mondo, ma fra tutte queste presenze internazionali, non mi aspettavo di incontrarne una al baretto sotto casa!
Un fratello di Giulietta, quello alle prese con il mondo islamico, dopo il trasferimento in Libia  ha pensato di coinvolgere
Gianni, l'Architetto, in alcuni progetti da realizzare in quella nazione ancora tagliata fuori dal vivere occidentale, ma giusto in fase di rappacificazione e cauta riscoperta. Grandi sono ancora le distanze organizzative e finanziarie, grandi le differenze circa tempi e metodi - ma il fratello di Giulietta, piuttosto che arrendersi,  è venuto a Milano per capire da che parte incominciare, innanzi tutto ad avere documenti che permettano a lui ed alla su a famiglia di muoversi agevolmente fra Libia ed Europa.......e solo questo gli è costato un mesetto di andarivieni fra aeroporti e consolati. E quando tutto si è sistemato almeno per lui, le pratiche relative alla sua famiglia o alla figlia che studia in Francia si sono arenate - E GIULIETTA VA E GIULIETTA TORNA E RIPROVA E RITORNA...-,  poichè è iniziato il RAMADAN e la calma islamica si è trasformata in immobilità assoluta. Pratiche che comunque avrebbero dovuto essere iniziate in Libia.....come si riuscirà a sapere troppo tardi!
L'effetto Libia si è invece abbattuto in modo strabiliante su Gianni, il quale ha realizzato una mostra-evento a Genova con la collaborazione di 25 entusiasti, con lo scopo di ricreare l'ambiente nord-africano con musiche, filmati, tende, sculture e luci armonizzate in modo da creare una suggestione indimenticabile per i visitatori - una mostra che si replicherà a Roma e che può essere agilmente esportata in altre città.

  CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA

Medesign: forme del Mediterraneo

Il Mediterraneo che unisce e che divide è il tema centrale di "Medesign". In scena, la molteplicità degli aspetti del vivere contemporaneo, legati a modi e oggetti di uso quotidiano. Negli spazi rinnovati della centralissima Borsa di Genova il visitatore è coinvolto in un glossario multimediale, in grado di raccontare, con immagini, suoni e profumi, il design del futuro. Attraverso la proposta di nuovi scenari e suggestioni, per la prima volta mescolati con oggetti di ieri e di oggi, si stabilisce un nuovo modo di riconoscere e progettare la radice mediterranea. Emerge, con particolare evidenza, il ruolo del design ligure e genovese. Il suo carattere, consolidato nella ricerca formale e nell’innovazione tecnologica, è stato ed è il grande protagonista della produzione industriale degli ultimi 150 anni. Esposizioni di design contemporaneo, legate per gusto, materiale e forma a suggestioni mediterranee, aprono l’evento alla città, in un itinerario di scoperta di Genova città del design, coinvolgendo selezionati spazi espositivi denominati DI.Point, nei quali si confrontano progettisti e aziende internazionali.

5 Novembre-12 Dicembre 04
Palazzo della Borsa, Via XX Settembre 44
ore 10.00-20.00

5-6 Novembre
convegno Mediterraneo, design, formazione
Facoltà di Architettura
Incontro con i docenti e ricercatori della comunità universitaria italiana del Disegno Industriale e con la comunità delle scuole di design del Mediterraneo.

Effetto secondario: Giulietta ed io riprenderemo in mano grammatica e dizionari arabi, perchè Giulietta non si rassegna a non capire niente e a non essere capita, come in occasione della sua prima visita, nel caso dovesse con Gianni  ritornare in Libia.

  
Leptis Magna
In fondo qualche buon ricordo per quanto lontano nel tempo lo abbiamo lasciato.

Errata corrige:
Gli andarivieni dall'Ambasciata Libica per render possibili i viaggi e l'abitare di suo fratello dall'Italia alla Libia e viceversa sono stati così estenuanti per l'irrazionalità, la disorganizzazione, la discontinuità burocratica di quell'Ambasciata (anzi Consolato, credo), uniti allo stesso calvario per lo spostamento di sua nipote e pronipote dalla Francia alla Libia via Italia che Giulietta ha dichiarato forfait con l'arabo ed il mondo arabo-mediterraneo.... Grammatiche e dizionari sono tornati sullo scaffale.



ECCO DUNQUE  GLI AGGIORNAMENTI DELL'AGENDA:

ORA  SI FA TEATRO  CON MOSTRA DI SCULTURA ALLEGATA   A ROMA
MENTRE SI PROGETTA UNA NUOVA ESPOSIZIONE A PARIGI!...

Giulietta gira con il suo scatolino di pillole, Gianni guida nelle ore di luce perchè non deve affaticare la vista.. ma chi potrebbe fermare il loro slancio affettuoso?
Giusto la processione di ospiti dalla Sicilia, dalla Francia, dalla Libia li ha legati in casa, ma, appena possibile, via a tutto gas
verso Lucia, verso Cannero, verso Trento, verso Miami... almeno idealmente, perchè Gianni sta completando un progetto per un villaggio all'italiana, un borgo nostro, solo bagnato da tutt'altro mare, anzi, da tutt'altro oceano....
Ma quando arriverà a Milano Ethan Raphael il mondo si addenserà tutto attorno alla sua culla.
Tutti i nipotini vogliono godere della stessa quantità di presenza della nonna, la quale però sa distinguere con giustizia dove e quando si tratti di emergenze e quando no.

Gli uragani devastano il Golfo e soprattutto KATRINA si abbatte con violenza inaudita contro gli Stati attorno al delta del Mississipi, gli argini crollano e New Orleans è sommersa. Esodo di popolazione, bambini dispersi, cadaveri di persone ed animali nelle stade, soccorsi tardivi...

Chissà se in questo  sconvolgimento tragico  il borgo all'italiana potrà consolidarsi in progetto e realizzazione...chissà se  l'imprenditore americano vorrà  mantenere tutto il suo ottimismo made in USA malgrado tutto?

Gianni non perde tempo e progetta un mega-centro per persone in vario tipo di difficoltà H.

E COSA FA LUCIA ?

NON è SOLO QUESTA GENERAZIONE NE' SOLO LA PRECEDENTE A LASCIARE STUPEFATTI........
ANCHE UNA ZIA DI NOVANTATRE ANNI VUOLE LASCIARE LA QUIETE CLAUSTRALE DELLA SUA CASA A CANNERO PER ANDAR A VIVERE  IN PORTOGALLO NEI VASTI SPAZI DELL'ALENTEJO!
LA VEDREMO A CAVALLO?